Il Massachusetts Institute of Technology (MIT), ha inviato dei suoi docenti per studiare il fenomeno dei Pulcini 2007 del Santa Sabina!!!!!

Una delle più importanti Università di ricerca del mondo, ha deciso di inviare alcuni suoi docenti per capire e studiare il ‘fenomeno’ dei Pulcini 2007 del Santa Sabina ed ovviamente del suo condottiero Jack The Badger (Giacomo Tassini). Ingegneri, biologi, chimici, matematici, fisici e addirittura metereologi si sono dati appuntamento nel gelo di Costano, aprendo i propri Mac e cominciando ad inserire dati, misurazioni, pesi e via dicendo. Lo sguardo perso degli esperti, al termine dei tre tempi disputati in giornata, hanno dimostrato come il ‘fenomeno’ dei Pulcini 2007 sarà materia di studio del MIT per tanto, tanto tempo. Andiamo con ordine ed iniziamo a raccontare la prima giornata del gruppo D del XVII Torneo Francesco Rossi. Boys Angelana e Santa Sabina aprivano le danze, in attesa che anche FontanelleBranca e Pontevecchio nelle prossime settimane facciano altrettanto, arrivando freddi ed intirizziti all’interno degli spogliatoi. Una breve chiacchierata, l’indossare la divisa della squadra, ultimi ritocchi e fuori al ghiaccio agli ordini di mister Jack.

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Un Matteo Focaia mooooooolto dubbioso sullo scendere in campo con questo freddo.          Ps unico a farlo in calzoni corti. Mitico!!!

La fase di riscaldamento veniva svolta al meglio, per attivare muscoli, gambe e soprattutto testa, ed in lontananza i giallorossi dell’Angelana sembravano molto reattivi nello svolgere i propri esercizi. Il bianco del campo, apparentemente un semplice effetto speciale, altro non era che la conferma della nottata di freddo oramai trascorsa.

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Alle 09.30, con estrema puntualità, il responsabile del Torneo richiavama le squadre al centro del campo per l’inizio della sfida. Per i ‘nostri’ ragazzi l’assenza del Tank Filo Mattioli, fermato da una bruttissima bronchite, rappresentava una perdita importante, anche alla luce dell’ottimo stato di forma del bomber, ma i compagni erano fermamente decisi a giocarsi al meglio le proprie chance.

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Potrebbe trattarsi di una fotografia fatta in prospettiva, ma l’esperto di Fisica del MIT cominciava a trascrivere dati, seguito a ruota dal metereologo e dal chimico, per capire come mai a Santa Sabina sia presente una sorta di ‘mal di altezza’, potendo osservare benissimo dalla foto come i ragazzi in maglia gialla siano più prestanti di quelli in rossoblù. Nelle prossime settimanae gli esperti forniranno una relazione in merito!                La gara iniziava ed i Boys dell’Angelana imprimevano un ritmo alla partita incredibile. Alcune triangolazioni veloci, con transizioni positive in velocità, scivolamenti della squadra svolti in modo perfetto, mentre i rossoblù ammiravano divertiti. Purtroppo la parte riservata all’ammirazione era riservata ai tanti genitori infreddoliti posti sulle tribune, mentre i ragazzi in campo avrebbero (forse) dovuto contrastare l’impeto furioso, ma ovviamente corretto, dei giallorossi. Al decimo del tempo il punteggio era di 4-0 (più che meritato) per l’Angelana, con un non-presenza dei ragazzi del Tasso. Gli esperti del MIT osservavano divertiti, ma con attenzione, gli eventi della gara.

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La frazione terminava con il punteggio di 4-0 e, pur essendo abbastanza di parte ed anche più o meno imparziale, non potrei giustificare il risultato con una brutta prestazione del solo portiere ‘Flash’ Alunni, in quanto pur potendo fare ben più, le reti erano frutto di una supremazia d’intensità e di volontà dei Boys Angelana che esulava dal solo errore individuale. Nell’intervallo della prima frazione, mentre il Matematico del MIT riempiva pagine su pagine di dati , numeri e problemi, mister Giacomo chiamava a se i suoi ragazzi.

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Una Sveglia con la S maiuscola, a ricordare a tutti i ragazzi che a calcio si gioca con la testa, con i piedi, ma se non si corre puoi essere Messi, ma la palla non la vedi mai. Il rientro in campo dei ragazzi del Tasso sembrava essere la fotocopia del primo tempo. L’Angelana a spingere e pressare, i rossoblù a difendersi alla meglio. Dopo quattro minuti, per fornire dati importanti anche in termini filosofici al MIT, dall’ennesimo calcio d’angolo della stagione arrivava lo 0-1. Battuta lunga, ‘uomo’ libero in mezzo all’area e palla in fondo al sacco. La rete poteva tagliare le gambe ai ragazzi, invece per la disperazione dei fisici di Cambridge, l’orgoglio trasformava la sfida. Ale di Micco Pfaff chudeva la saracinesca in modo permanente, Bip Bip Andrea sfondava a più riprese sulla fascia, Stecco Ducale Stefy si travestiva da Slungomen, Sugar Busquets tralasciava le indicazioni di Cirio afflosciato in panca e ordiva trame su trame, Leone Fifi imitava Tomas Skuhravy ed infilava in rete due palloni, realizzando la prima doppietta della stagione e conquistandosi  l’MVP di giornata, mentre in ultimo Aladino Alexis trovava nel ghiaccio e nel gelo di Costano una giornata delle sue, realizzando un paio di assist al bacio e dando quella sostanza che era mancata nella prima parte di gara. Partita rimessa in parità, nell’incredulità dei tanti genitori presenti, e soprattutto negli esperti americani che cominciavano ad utilizzare algoritmi ed espressioni per ‘leggere’ la situazione. Il mister cercava di infondere maggior fiducia nei ragazzi, consapevole che si era innescato un meccanismo di orgoglio e tenacia tale per cui il risultato della partita poteva essere sovvertito. La squadra rossoblù rientrava in campo con tanta foga. La partita diventata improvvisamente tirata, equilibrata e molto combattuta, con un plauso a tutti i bambini che, nonostante il campo scivoloso, qualche intervento deciso e qualche fallo, sono stati molto bravi e corretti, non alimentando alcuna discussione tra di loro. Complimenti a tutti i protagonisti in campo. I giallorossi riuscivano a giocare in ampiezza facendo girare la palla in modo veloce, ma i rossoblù, vinta l’apatia iniziale, rispondevano colpo su colpo. Panic Room Nick faceva mulinare le gambe in mezzo al campo, mentre il Capitano, al secolo Ruud Krol Tara baluardo anche nel primo tempo, si trasformava in una sorta di Visnu, non con quattro braccia, ma con otto gambe che giungevano ovunque. Matteone Garrincha giocava a fare la ‘fionda umana’ inserendosi e lanciandosi, con Dado Matisse che si scrollava di dosso il torpore iniziale e con il suo magico mancino provava a disegnare archi e steli in campo. Buster Keaton Leo fingeva di essere impegnato, ma per sua fortuna gli avanti dell’Angelana non riuscivano a centrare la porta, mentre quatto quatto, silente fischiettando qua e là, il Marco Tardelli del Santa Sabina, all’anagrafe Fefo Ico Cassieri, a cinque minuti dal termine vedeva scorrere la palla, la stoppava di destro a seguire e la scena sembrava una sorta di abilità speciale di Franklin in Grand Theft Auto V: i colori prendevano vita ed emanavano calore, il tempo rallentava e tutto si svolgeva in una sorta di limbo cromatico. Il portiere spalancava gli occhi dal timore e dalla precoccupazione di trovarsi un avversario di fronte in uno spazio sempre più ridotto, due difensori provavano a stringere Fefo in una morsa terribile, costringendolo ad allungarsi a più non posso. E quando tutto lasciava presagire che il portiere potesse bloccare la sfera, oppure che i due difensori potessero far cambiare direzione alla sfera, si intravedeva il nero della scarpetta di Tardelli allungarsi come il collo di Totò nel film ‘Totò contro il Pirata Nero’, un must del meraviglioso attore partenopeo. Il piede si avvicinava sempre più alla palla e la colpiva, accarezzandola neanche fosse Mowgli con la nera pantera Bagheera e questa oltrepassava le gambe dei difensori, sfiorava l’avanbraccio del portiere e s’incamminava regale e maestosa verso il fondo della porta. Prima ancora di udire lo ‘schaff’ della palla che sbatteva in rete, l’urlo liberatorio, e rispettoso, dei rossoblù riempiva lo stadio neanche si fosse ad Hogwarts a vivere la sfida tra Grifondoro e Tassorosso. Al termine di un bel match, dominato nella prima parte dai giallorossi dell’Angelana ed equilibrato alla fine, il Santa Sabina ha colto i suoi tre punti dopo aver cambiato pelle durante l’incontro più e più volte, per la disperazione degli esperti del MIT. Chissà cosa avranno decifrato dopo questa giornata???? Mah….alla prossima….!!!!

IMG_7924.JPG      Quello che non manca mai, è un bel sorriso stampato in viso. Grazie ragazzi.

‘Come spiegheresti ad un bambino cos’è la felicità?’ ‘Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone e lo farei giocare.’

“Lui era un genio e non solo in campo. Il giorno in cui non si sentiva felice non giocava bene. Spesso però arrivava nello spogliatoio felice e mi diceva: “Ehi, come ti senti?”. Se gli rispondevo anche io “bene”, lui replicava: “perfetto, andiamo a vincere”.
Sembrano collegate le due cose e sono sicuro che un po’ lo sono. Anzi, un po’ più di…un po’.
Felicità e vittoria, si, hanno elementi in comune.
Ma non è questo il tema fondamentale perché l’importante non è, qui, il risultato, ma l’elemento che lo induce, che contribuisce ad esso, che in qualche modo lo determina e in qualche altro modo lo rende entusiasmante ed emozionante se non addirittura indimenticabile.
E’ il concetto di felicità, appunto, nel senso di “divertimento”: in generale, certamente o anche “solo” come in questa sede, applicato allo sport e al calcio in particolare.
Felicità, divertimento. Divertimento, felicità. Questo è il tema che in realtà è il fulcro di tutto, fuori e dentro il campo. Ogni campo.
Divertimento è parola dal significato complesso, dalle mille sfaccettature soprattutto in ambito sportivo. Divertimento è spesso sostantivo astratto, quando utilizzato per definire ciò che vogliamo che il campo dia ai nostri figli. Astratto perché spesso priva di contenuti reali. Divertimento è ancor più spesso sostantivo inflazionato nel nostro ambiente come mezzo vocale per stemperare il senso di colpa della nostra foga a bordo campo, quando non abbiamo più parole. “L’importante è che si divertano”…Ma sentiamo di essere delusi da qualcosa. Qualcosa che spesso non esiste.
Divertimento è quindi troppo spesso parola abusata per descrivere qualcosa che appartiene a noi, piuttosto che realmente ai nostri ragazzi. Inconsciamente, certo. Ma nemmeno tanto.
Il vero salto di qualità sta nel cercare davvero il divertimento. Per noi, por per loro. Per loro anche attraverso noi. Di sentire che davvero l’unica cosa che conta è una crescita sportiva dei nostri figli col sorriso sulle labbra, sempre e comunque. E che la vera conquista è l’educazione al divertimento sportivo, da parte di tutti.
Il divertimento come mezzo e come fine, quindi. Il divertimento come motore e come esperienza esso stesso.
Si “vince” se si è felici. Questo in ogni caso. Questo è ciò che conta.
I protagonisti del nostro racconto sono due leggende dello sport, la maggior parte di noi conosce perfettamente la frase introduttiva di questo breve racconto: è Samuel Eto’o che racconta il “Gaucho”, Ronaldo de Assis Moreira. Eto’o che, inconsapevolmente, usa le parole più adeguate per raccontare lo sport attraverso l’espressione e l’atteggiamento –in campo e fuori- del “Gaucho” Ronaldo de Assis Moreira, in arte Ronaldinho, uno dei più grandi, dei più eleganti con la palla tra i piedi, dei più belli calcisticamente parlando. Quello che ha riempito gli schermi televisivi, i filmati su youtube e gli occhi di adulti e bambini con il suo “calcio-samba”, quello a cui si sono ispirati e da cui hanno attinto forse tanti freestyler, quello dell’”elastico” e dell’”orologio”, quello delle 4 traverse consecutive al volo, chissà se vere o false, in ogni caso per sempre da leggenda.
Quello…quello che l’importante è divertirsi e, sicuramente, trasmettere divertimento: qualità che unite alla serietà e all’abnegazione totale ha fatto del grande calciatore, un campione.
Quello –per dirla con le parole di un altro bambino- “con la faccia sempre col sorriso da bambino”, perché si, il segreto è proprio quello, ancora: conservare per sempre l’entusiasmo del bambino, facendolo diventare l’ingrediente chiave per vincere, davvero sempre. Al di là di ogni risultato.
Il divertimento è un salto di qualità. E’ nelle piccole cose che vengono prima-durante-e-dopo ogni risultato; è nel saper apprezzare i progressi (pur minimi a volte) di abilità del proprio figlio nel percorso sportivo; è nel cogliere il gioco nello sport (e nella vita); è nell’uscire dal campo sempre col sorriso perché, semplicemente, c’eravamo.

Riprendono gli Allenamenti a Santa Sabina, dopo la breve pausa natalizia e tutte queste parole semplicemente per…beh…augurare ai nostri ragazzi (e a noi intorno a loro) sempre e solo…BUON DIVERTIMENTO!!!

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Torneo della Befana 2017 a Chiavari. La lotteria dei rigori non premia i SantaFly 2005 del Santa Sabina, che però questa esperienza la ricorderanno per sempre.

Esordienti 2005 Michele Gatti

Torneo della Befana 2017 Chiavari

Tutto inizia in una gelida mattina di Gennaio … in effetti è la prima cosa che si può dire dell’inizio di questa avventura per i Santafly2005. Si parte dal Mariotti alle 8:30 mentre la Befana sta ancora facendo il viaggio di ritorno verso casa, e qui già subito due colpi di scena: Emma, aggregata dai 2004 per darci una mano con la sua esperienza di calcio a 11, da forfait a causa del noto morbo egizio (Tutankakon n.d.r.); il secondo, per certi versi ancora più sconvolgente, è che il facinoroso Tomassini è incredibilmente puntuale.
Comunque, tra gente bloccata dalla neve, e formatori che necessitano di riprendersi dai bagordi natalizi, si parte più o meno alla spicciolata con un unico obiettivo: ci si vede in albergo per pranzo.
La giornata dopo l’arrivo scorre tranquilla e piacevole, tutto sembra meno che la vigilia della nostra prima esperienza seria nel mondo del calcio dei grandi. C’è chi coglie l’occasione per andare all’acquario di Genova, chi invece tenta la fortuna con i sottopassaggi della spiaggia di Lavagna per andare a vedere la Befana che viene dal mare, chi ancora decide di andare a studiare i campi di gioco seguendo i ragazzi del 2004.
La sera la ritirata suona abbastanza presto, la mattina dopo si inizia presto, e dobbiamo resistere alle sirene goderecce e festaiole dell’altro gruppo di ospiti dell’albergo …
Il giorno del torneo, il bel sole che ci aveva intiepidito al nostro arrivo è solo un pallido ricordo e la temperatura è talmente bassa che anche la neve si rifiuta di scendere per paura di prendere freddo. Si inizia presto, prestissimo, alle 9:30 e già trovare il campo è una mezza avventura. Si inizia con l’Entella tanto per partire con calma. I ragazzi sono tesi, tesissimi, la prima esperienza di calcio ad undici e ci toccano subito i padroni di casa, una squadra di Serie B!!!! Il nome sulla maglietta e quel diavoletto nero fanno paura e per i primi minuti ci facciamo schiacciare nella nostra trequarti. Le folate avversarie sono difficili da arginare e ci viene la paura di esserci infilati in qualcosa di più grande di noi. Ma i ragazzi di Mister Gatti non sono il Santafly2005 per niente ed una volta scaldati i motori iniziano a prendere campo e coraggio. Al terzo minuti Scarabattoli va dalla nostra sinistra verso il fondo, viene ostacolato ma il disimpegno avversario non è preciso così Samuele riesce a mettere al centro per Pieroni che trafigge il portiere. L’Entella subisce il colpo e noi troviamo il coraggio di cui avevamo bisogno. Attacchiamo in forze e l’avversario si mantiene a galla solo grazie al proprio estremo difensore che si distingue per alcuni ottimi interventi su Bietta, Scarabattoli, Monti e Castello. Al ventottesimo mettiamo “la partita in ghiaccio”, discesa sulla destra di Monti, passaggio rasoterra verso il centro e botta di Pieroni, il portiere respinge d’istinto ma Scarabattoli è pronto per il tap in che ci porta sul 2-0 su cui si chiude il nostro primo incontro. Non male considerando che l’aspettativa era non prenderne più di otto a partita.
Tra il primo ed il secondo match ci spetta una lunga pausa, si rigioca alle 14:45, gli accompagnatori hanno il loro bel daffare ad organizzare il pasto delle belve, il cui entusiasmo è alle stelle, mentre il Mister è impegnato a tenere alta la concentrazione. Note dagli spalti raccontano invece di un paio di ipotermie e qualche necrosi da congelamento.
Il pomeriggio si apre con la conta degli acciacchi, Nico Castello purtroppo deve cedere di fronte all’acutizzarsi di un dolore al piede destro, presumibilmente, causato dal non proprio eccellente fondo del primo campo di gioco, che gli impedisce di giocare. Ale Carlani invece … Beh fatemi accantonare un attimo il reporter e fatemi fare la parte del babbo … Ale Carlani non doveva esserci a Chiavari, purtroppo da prima di Natale ha gravi problemi di capogiri e di equilibrio causati da una stronzissima (francesismo) forma di emicrania che era arrivata al punto di non permettergli di camminare. Ma Ale ha un amore incondizionato per questo sport e per i suoi compagni ed a cura in corso ha voluto a tutti i costi esserci. Mamma e papà sanno che questa, insieme alle urla di festa dei suoi compagni quando hanno saputo della sua presenza, è la miglior medicina possibile per lui e fingono di essere tranquilli e fiduciosi.
I conti però si pagano ed i sintomi cominciano a rifarsi sentire, Ale stringe i denti e complice l’aria “frizzante” del luogo riesce a fare il riscaldamento ed a scendere in campo ma sappiamo che, se va bene, è al suo 65%.
Per il secondo turno, con l’emozionante ingresso in campo dal tunnel da cui entrano i giocatori della Serie B quando vengono a sfidare l’Entella, ci spetta il Gaggiano che, come noi, ha superato la squadra di casa per 2-0. In pratica una semifinale. La partita è durissima, i ragazzi del Gaggiano, che così ad occhio qualche esperienza in più di calcio ad undici ce l’hanno, ci schiacciano nella nostra meta campo – trequarti e ci vogliono tutta la classe e la grinta del nostro reparto difensivo, con Giacomo Tomassini in assoluta evidenza (e per distacco il migliore in campo) per tenerci a galla. Finalmente riusciamo a riemergere intorno al quindicesimo e da li in poi la partita si fa più equilibrata con azioni di rilievo da entrambe le parti tra cui, da segnalare, la bella botta dalla distanza di Albertario che sfiora il palo alla destra del portiere avversario. La partita rimane però bloccata e si chiude sullo 0-0, si va ai rigori. Rigori che ci vedono vincenti grazie ad un errore avversario nel secondo dei tre tiri disponibili, siamo in finale per il primo posto. Diventa obbligatorio cercare di recuperare le energie perché la partita è stata dispendiosissima ed il freddo non ha dato tregua. Si rigiocherà alle 17:00.
L’entrata in campo per la finale, a riflettori ormai accesi per la notte incombente, avviene sulle note (ovattate) dell’inno della Champions League e ci vede fronteggiare la Virtus Gambassi. La partita è decisamente equilibrata e combattuta con continui capovolgimenti di fronte, la Virtus Gambassi però ha dalla sua un po’ di vigoria fisica in più, avendo giocato tutte le eliminatorie durante la mattina ed avendo un discreto numero di cambi in più, quindi, come contro il Gaggiano, c’è da soffrire. Ale Carlani e tutta la difesa devono metterci del loro per evitare il crollo. Tomassini, capitan Banella, Morlunghi e Cappelli sono degli autentici gladiatori nel cercare di arginare di tutto e di più ma fatichiamo ad uscire dalla nostra metà campo, l’energia brucia a velocità doppia a queste temperature e quando le forze mancano anche la lucidità viene meno. Riusciamo comunque a resistere alle folate avversarie e la partita si chiude anche in questo caso sullo 0-0 e si va nuovamente ai rigori.
Rigori, già rigori una serie infinita di rigori, con un unico errore per parte, Morlunghi che si fa ipnotizzare per noi e con un avversario che spedisce la palla sul lato esterno del palo per la Gambassi, con i due portieri che più volte arrivano a sfiorare la palla senza riuscire a dare il colpo decisivo. Con i ragazzi che si avviano a calciare il proprio con stati d’animo tutti diversi, chi ridendo come Alessio Del Buontromboni, chi glaciale come Tomassini e Pieroni, chi invece con le gambe tremanti ma nessuno si tira indietro. Dopo i primi cinque di rito se ne vanno altri cinque ad oltranza, tocca ai due portieri sfidarsi e purtroppo Ale va largo mentre l’avversario centra e porta la vittoria al Gambassi. Il calcio è crudele e questa volta è toccato a noi mangiare la polvere in questa lotteria (sospetti si addensano sul mister noto per non aver mai vinto niente ai rigori), per di più con l’ingrato errore del nostro portiere ma, e questa volta giuro non è retorica perché l’ho visto di persona, la durata della delusione è stata meno di un secondo perché i ragazzi erano consapevoli di aver fatto molto di più di quello che pensavano fosse umanamente possibile sperare. Esordio nel calcio ad undici, per di più contro una squadra professionistica, tre partite giocate, una vittoria, due pareggi e NESSUN GOL SUBITO!!! La corsa verso il nostro portiere rimasto accasciato tra i pali, sfinito ed abbattuto per festeggiarlo (e confesserà qualcuno in seguito per vedere se era svenuto) è stata la cosa più bella che abbia mai visto in sei anni di Santa Sabina.
Il calcio è fatto così, un po’ come la vita di cui è una romanticissima metafora, da e toglie e quando pensi di averci capito qualcosa ti stupisce ancora. Si perché le emozioni non sono mica finite qui, prima della consegna dei premi alle squadre ci sono da assegnare i premi individuali ed al nostro estremo difensore spetta quello di miglior portiere del torneo tra l’incredulità dello stesso ed i lacrimoni di papà (posso assicurare) e di mamma (non l’ho visto di persona ma me lo immagino). Un premio più che meritato Ale che è un riconoscimento per la tua incredibile grinta e forza di volontà che vanno ben al di là dei tuoi undici anni.
La consegna della coppa per l’ennesimo secondo posto, che è ormai per noi un marchio di fabbrica ma vissuto questa volta davvero come una conquista, non è che un suggello a questa due giorni in cui i nostri incredibili Santafly2005 hanno dimostrato, una volta di più, di essere ancora in grado di stupirci non solo per le loro (indiscutibili) capacità tecniche ma anche, e sopratutto, per la loro capacità di essere squadra e di vivere il calcio per quello che è: un gioco meraviglioso, il più bello del mondo.
Un grazie immenso va al nostro Mister Gatti non solo perché di ritorno tre giorni fa dal paese natio si è sobbarcato anche questa sfacchinata, ma anche, e direi sopratutto, per essere un faro di passione e professionalità per i nostri ragazzi e per la pazienza che mette con noi genitori.
Già i genitori dei Santafly2005 … tralasciando le pessime fedi calcistiche di alcuni, e l’essere un gruppo di facinorosi caciaroni, direi che il trovarsi bene insieme come avviene ogni volta, con alcuni ormai da sei lunghi anni, aldilà delle ovvie differenze e delle inevitabili spigolosità, è un’alchimia che non è facile da replicare anzi, per fare una citazione musicale, direi che “It’s a kind of magic”.

Grazie al nostro fantastico inviato Claudio Carlani

Freddo, gelo e neve non fermano i Pulcini del Santa Sabina, che si fanno onore in quel di Corvia.

La motivazione era di quelle giuste, una raccolta fondi per i nostri concittadini di Norcia e Cascia, drammaticamente colpiti dal terremoto, quindi nonostante si trattasse di un giorno feriale, con un tempo che non prometteva nulla di buono (ma che ha mantenuto tutto il cattivo!), il Santa Sabina non ha voluto rinunciare alla presenza di una rappresentativa mista 2006-2007 per portare il proprio sostegno e contributo ad una causa così importante. La partenza avveniva attorno alle otto di mattina, con facce imbaccucate per il freddo glaciale e voglia di giocare, rispettivamente di genitori e figli, nella speranza i primi di una qualche notizia di rinvio causa maltempo. I lavori lungo la superstrada perugina, oramai diventata più funestata del tratto Barberino del Mugello – Roncobilaccio, rallentano tutti coloro che per lavoro, o per gioco come noi, sono costretti a sfidare Google Map, Tom Tom vari e satelliti spia sparsi nel cielo, per individuare una scorciatoia, ma alla fine individuamo il parcheggio dell’impianto di Corvia ed in men che non si dica siamo in campo.

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Sono le 09.15, la temperatura è di o gradi centigradi, ma gli unici a non accorgersene sembrano essere i bambini che scalpitano in campo pronti a giocare. IMG_7806.JPG

Dopo un breve riscaldamento, perchè per svolgerne uno serio occorrerebbero ore, i ragazzi si schierano in campo insieme ai padroni di casa della Nuova Fulginium pronti a dare inizio alle danze.

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Se non fosse abbastanza chiaro, nevica. E forte. I genitori in tribuna scelgono il gusto del ghiacciolo nel quale vorrebbero essere trasformati, ma nel frattempo la gara inizia. Mister Lorenzo impartisce qualche direttiva, convinto di aver motivato al punto giusto i suoi ragazzi. I bambini di casa ci tengono tantissimo a fare una bella figura e partono davvero forte, ma il Santa Sabina contiene le sfuriate dei gialli, pronto a ripartire velocemente. Nicolò tra i pali fa buona guardia, mentre la cerniera difensiva costruita da Matteo Ruud Krol e Filippo regge benissimo l’assalto avversario. Alessio e Cristian coprono le fasce con Flavio ad impostare il gioco ed il Tank Filo Mattioli ariete centrale. La squadra giocava semplice ed ordinata e costruisce un paio di occasioni sventate dal bravo portiere locale, così come è bravo Nicolò a respingere una velenosa conclusione dalla distanza. Verso la fine del tempo, una pregevole azione sulla fascia destra portava Flavio ad allargare sfera verso Alessio che controllava e sparacchiava una conclusione di destro che s’infilava in rete. Il tempo si chiudeva con i rossoblù avanti di un gol. Ripresa con gl’innesti di Nick Panic Room in mezzo al campo, Fefo Breitner in fascia con Omar sulla sinistra, Davide Paltriccia bomber e Leo l’Olandese (molto) Volante più o meno tra i pali. La Nuova Fulginium spingeva alla ricerca del pari, che sfiorava con un paio di conclusioni a lato di un soffio, ma il Santa Sabina non si limitava a contenere e organizzava trame offensive degne di nota. Nick Mano Fredda, ma Piede Caldo, inventava dal nulla la rete del due a zero, che i pur bravi ragazzi di casa non riuscivano più a cambiare. Tutti dentro lo spogliatoio ad evitare un congelamento. Alle 11.00 in punto di nuovo in campo con i ragazzi dell’Accademia Bastia in una sgargiante divisa rossa, visibile anche sotto la neve che cade copiosa. IMG_7809.JPG

La gara iniziava in perfetto orario ed i bastioli partivano a tutta velocità. Squadra ben organizzata, molto quadrata, con una fisicità notevole, riusciva a mettere in difficoltà il Santa Sabina, molto tecnico, ma sul campo pesante non in grado di opporre la stessa vigoria fisica nell’approccio alla partita. Il Bastia passava due volte, con delle azioni molto veloci, ed un giro palla decisamente preciso e puntuale, ma i ragazzi di Santa Sabina di mollare la presa non ne volevano sentir parlare. Piano piano conquistavano campo, portando sempre più giocarori nella metà campo del Bastia e sfiorando ripetutamente la rete, anche se ad onor del vero  Nicolò non se ne stava certamente con le mani in mano. Ripresa ben più equilibrata, con il Santa Sabina in costante pressione offensiva ed il Bastia costretto ad abbassare la propria linea difensiva. A metà del tempo i rossoblù dimezzavano lo svantaggio, cercando poi di cingere d’assalto il fortino dei rossi. Lo sforzo non veniva premiato, perchè un repentino capovolgimento di fronte consentiva all’Accademia Bastia di chiudere la gara con la terza rete. Applausi ‘calorosi’ per tutti e via a fare una bella doccia calda prima del pranzo. Altro bel momento per i ragazzi, che pur non conoscendosi per la diversa età, si sono divertiti con i classici giochi del momento…..

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Ripresa del gioco alle 14.30 con l’ultima sfida in programma tra i rossoblù e la Vis Nuova Alba. Gara molto ben giocata da entrambe le squadre, volenterose di chiudere in bellezza la giornata. Lorenzo si sbracciava per far accorciare la squadra, mentre la Vis martellava sulle fasce. Un bel tiro dei biancoverdi veniva deviato in angolo, ed era il preludio ad una pressione che si protraeva per alcuni minuti. La rete era nell’aria, ed invece erano i rossoblù a passare in vantaggio con un bel tiro di destro di Cristian, abile e tenace nel difender palla e nel concludere rasoterra. La Vis accusava il colpo, ma non si demoralizzava ed alzava i ritmi di gioco. I Pulcini 07 cercavano di farsi onore con Krol e Breitner, all’anagrafe Matteo e Federico, che in difesa non cedevano un solo centimetro. Ad un minuto dal termine, la Nuova Alba pareggiava. Ribaltamento di fronte, transizione offensiva fatta in velocità, con un tiro dal limite dell’area sul quale Leo dava l’impressione di essere ‘tra il lusco ed il brusco’, e come sempre era il brusco a prevalere. 1-1 e tutti dal mister. Ultima frazione della giornata con la stanchezza che cominciava a farsi sentire, oltre che la buona pasta al pomodoro e la carne del pranzo, ed il freddo pungente che non dava tregua. Tutto ciò valeva anche per i nostri avversari, che però iniziavano la sfida in modo estremamente determinato. Un paio di salvataggi di Nicolò evitavano lo svantaggio, ma al quinto minuto capitolava dopo un tiro al bersaglio degli avanti della Vis. I ragazzi con le ultime energie gettavano il cuore nella mischia e Filo Tank Mattioli lasciava partire una cannonata di collo pieno, centrale che il bravo portiere della Nuova Alba parava non senza difficoltà. Era l’ultimo scossone della giornata, che al netto del freddo, di qualche sconfitta patita, ha permesso di partecipare ad una causa importante e sensibile per tutti noi e per il Santa Sabina. Grazie a Lorenzo ‘Pioli’ Carmeli, a tutti i genitori presenti che hanno contribuito a far trascorrere una bella giornata a tutti i ragazzi.